Il percorso inizia nel comune di Cabezabellosa, prendendo come riferimento la Chiesa, non percorriamo Calle de las Huertas finché non arriviamo a una strada dove troviamo alcuni vecchi lavatoi. Percorreremo la prima metà del percorso lungo una strada sterrata e in tratti asfaltata, che attraversa un bosco di enormi querce. Condividiamo il percorso con il percorso conosciuto in città come Via della Quercia Romanejo, un albero centenario dichiarato “Albero Singolare”.
Ci uniremo ad un altro sentiero sterrato con le stesse caratteristiche di quello che abbiamo percorso, dirigendoci verso il “Ventorro de Sangamello” dove si trova una vecchia locanda, ormai in rovina. La vista ora è verso la valle del Jerte e la diga sul fiume Jerte. Le montagne di Cabezabellosa mostrano il motivo dell’inizio della conduttura e come il sito sia perfetto per raccogliere l’acqua e dirigerla verso Plasencia.

A circa un chilometro dal Porto di Sangamello gireremo a destra lungo un sentiero abbastanza evidente, da dove si potrà vedere più chiaramente il percorso del metanodotto. Cammineremo sopra la vecchia condotta perfettamente visibile in alcuni tratti, passando troveremo pozzi e ometti in pietra che confermano il percorso. Attraverseremo una zona rocciosa che ospita diverse coppie di grifoni, cosa nota a pochissimi. Continuiamo fino a superare la Fuente de los Barreros e il Camino Viejo del Puerto, un’antica strada medievale. Parte del tracciato dell’oleodotto è stato distrutto durante la realizzazione della strada fino all’Ermitage. Continueremo lungo il Camino Viejo del Puerto fino a raggiungere il Parque de los Pinos, nel centro della città.
La componente faunistica più originale e singolare legata agli ambienti di questo percorso è strettamente legata al pascolo, soprattutto nella sua parte finale. Troviamo così mammiferi come la volpe (Vulpes vulpes), una variegata avifauna composta dal biancone (Circaetus gallicus). il nibbio reale (Milvus milvus), l’averla (lanius senator), il merlo (Turdus merula), la coda bianca (Cyanopica cyana), il nibbio bruno (Milvus migrans) o il fringuello (Fringilla celebri). Insomma, un ampio compendio di specie animali associate ad una struttura vegetale composta da quercia da sughero (Quercus suber), leccio (Quercus ilex), piruétano (Pyrus bourgaeana), cornicabra (Pistacea terebinthus), rusco (Ruscus acuteatus), bagolaro (Celtis australis), biancospino (Crataegus monogyna) o olivo selvatico (Olea europaea).


